Corso di Formazione “Lavorazione del Miele” ad Arezzo

Il percorso “Lavorazione del Miele” si propone l’obiettivo di approfondire e consolidare le competenze professionali dei partecipanti e di fornire loro le abilità specifiche richieste in vista di un inserimento lavorativo, allo scopo di aumentare le loro competenze nel settore apistico e nello specifico nell’allevamento delle api e nella produzione di miele ed altri prodotti
dell’alveare.

Gli obiettivi principali dell’intervento formativo sono l’approfondimento delle seguenti competenze professionali:
– Pianificare ed attuare le operazioni di conduzione dell’allevamento in funzione della specie e dell’indirizzo produttivo dell’azienda
zootecnica;
– Effettuare la trasformazione dei prodotti primari dell’azienda ed eseguire le operazioni di confezionamento, conservazione,
stoccaggio e vendita.

Il percorso sarà di 185 ore totali di cui 120 ore di aula e laboratorio e 65 ore di stage.

Le Unità formative affrontate saranno:
UF 1. L’allevamento apistico: organizzazione e tecniche (56 ore)
UF 2. I prodotti dell’alveare: trasformazione e vendita (64 ore)
UF 3. Stage (65 ore)

Il percorso si svolgerà da fine Gennaio 2019 a Marzo 2019 con orario variabile, ma prevalentemente dalle 08.30 alle 13.30 dal Lunedi al Venerdì presso: Confagricoltura Arezzo, Via Spallanzani 13, Arezzo e presso il laboratorio apistico sito in Via P. Calamandrei, 99/L – Arezzo.

Il corso è rivolto a 12 Adulti inattivi, inoccupati, disoccupati in possesso dei seguenti requisiti:
Età: compimento dei 18 anni.
Titolo di studio: diploma di scuola secondaria di II grado o esperienza almeno triennale nel settore
Requisiti professionali: non è richiesta una conoscenza specifica
Conoscenza della lingua italiana: livello B1 da verificare tramite test d’ingresso (per stranieri).

A parità di punteggio o di requisiti verrà data priorità alle donne per il 50% dei posti disponibili.
E’ prevista la possibilità di riconoscimento di crediti in ingresso, previa richiesta dell’interessato e presentazione di certificazioni formali e attestazioni di esperienze professionali pregresse.

I destinatari delle azioni formative saranno selezionati tramite le seguenti prove in ingresso:
prova scritta volta a verificare il livello di cultura di base del candidato
colloquio motivazionale, volto a valutare le motivazioni e le potenzialità dei candidati circa gli obiettivi del corso.

Le selezioni si svolgeranno il giorno 17 gennaio 2019 alle ore 9,00 e fino a conclusione di tutti i colloqui da sostenere presso Confagricoltura Arezzo, Via Spallanzani 13, Arezzo.

Le domande di iscrizione devono essere redatte su apposito modulo reperibile direttamente presso Confagricoltura Arezzo, Via Spallanzani 13, Arezzo o che può essere scaricato cliccando qui:  Domanda iscrizione aggiornata

DOCUMENTI RICHIESTI PER L’ISCRIZIONE:
 Domanda di iscrizione
 Copia documento d’identità in corso di validità
 Dichiarazione di disoccupazione/inoccupazione rilasciata dal Centro per l’Impiego oppure, per gli inattivi, autocertificazione attestante l’assenza di un contratto di lavoro e della iscrizione a corsi di studio/formazione
 Dichiarazione di valore e di efficacia del titolo di studi e Permesso di soggiorno in corso di validità (per i cittadini non comunitari).

Le iscrizioni saranno aperte dal 7 dicembre 2018 al 10 gennaio 2019 c/o Confagricoltura Arezzo, Via Spallanzani 13, Arezzo dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 12,30 – tel 0575-905355
Mail: arezzo@confagricoltura.it

Referenti: Cristina Francesconi e Pamela Santini.

Il corso è gratuito e la frequenza è obbligatoria. I partecipanti che avranno frequentato almeno il 70% del monte ore complessivo ed almeno il 50% delle ore di stage e che avranno raggiunto la sufficienza ad ogni prova finale di ciascuna singola unità formativa saranno ammessi a sostenere l’esame finale di fronte ad una commissione nominata dalla Regione Toscana.

A seguito di superamento dell’esame finale verrà rilasciato il Certificato di Competenze relativo alle seguenti Ada:
ADA 968 – Allevamento delle specie di interesse zootecnico
ADA 1802 – Produzione aziendale: dalla trasformazione alla vendita dei prodotti.

Riunione pubblica PIF Castanicolo

Si è svolta ieri giovedì 16 novembre (era prevista per lunedì 13, poi rimandata a causa neve) la riunione pubblica del Progetto Integrato di Fiiera intitolatoAgroalimentare tra tradizione e innovazione in Garfagnana e Lunigiana“.

Il Progetto verrà candidato al bando PIF Agroalimentare annualità 2017 (Decreto n. 9741 del 30/06/2017 – pubblicato sul BURT del 07/07/2017), la cui scadenza è fissata al 1 Dicembre 2017.

Il PIF che si intende realizzare ha l’obiettivo di:

  • Favorire la realizzazione di nuovi impianti di produzione agricola, zootecnica e di trasformazione più razionali al fine di contenere i costi di produzione, di aumentare le quote di mercato e conseguentemente aumentare il valore aggiunto della filiera interessata dal progetto;
  • Sostenere il miglioramento tecnologico nelle fasi di produzione e trasformazione per migliorare la qualità del prodotto finito;
  • Favorire i progetti di filiera corta al fine di valorizzare le produzioni tipiche  e di qualità del territorio con particolare riferimento alla filiera CASTANICOLA.

Durante la riunione sono stati presentati:

  1. il settore della filiera nel quale si svilupperà il progetto (FILIERA CASTANICOLA)
  2. il capofila (AZIENDA BONTA’ DELLA GARFAGNANA DI COLETTI SRL)
  3. le opportunità offerte dal bando PIF
  4. l’idea progettuale relativa alla filiera
  5. le modalità di adesione al progetto e di selezione dei partecipanti
  6. la necessità di sottoscrivere un Accordo di Filiera tra tutti i partecipanti per la gestione dei rapporti commerciali interni, comprensivo di riferimenti agli eventuali vincoli e penalità applicati in sede di attuazione degli investimenti di filiera.

 

Per informazioni contattaci a fedtosca.erata@confagricoltura.it


Condividi su Facebook

Convegno finale progetto ULTRAREP 30/10/17

Si è svolto il 30 Ottobre 2017  presso la prestigiosa sede dell’Accademia dei Georgofili l’evento finale del progetto ULTRAREP (sistemi innovativi ad ultrasuoni per allontanare gli ungulati selvatici), di cui l’azienda Barone Ricasoli è capofila.

I partner  hanno illustrato gli studi effettuati in questi mesi nonché l’ipotesi di progetto dimostrativo da realizzare nell’ambito della Sottomisura 16.2 del PSR (progetti pilota e dimostrativi), il cui bando uscirà a novembre.

 

Scarica la locandina: Evento finale_ULTRAREP_301017

Scarica gli atti del convegno:

Relazione Anna Vagnozzi (CREA)

Relazione Fausta Fabbri (RT)

Estratto intervento Barone Ricasoli

Giordano_ultrarep-georgofili

Relazione Fabio Vignoli (Natech)

 

>> CLICCA QUI PER ADERIRE AL GRUPPO IN QUALITA’ DI PARTNER INDIRETTO (soggetto – pubblico o privato, toscano o non – che non sostiene alcuna spesa, né riceve contributo ma beneficia delle ricadute positive del progetto e viene coinvolto da vicino ed attivamente in tutte le varie attività, nelle iniziative formative ed informative, nei tavoli di confronto e discussione) <<

>> SEI UN’AZIENDA AGRICOLA? PARTECIPA AL SONDAGGIO PER ELABORARE LE PRINCIPALI LINEE DEL FUTURO PROGETTO SPERIMENTALE: CLICCA QUI <<

CONVEGNO FINALE PROGETTO COBRAF – 06/09/2017

Mercoledì 6 settembre 2017 alle ore 9.30, nella sede dell’Accademia dei Georgofili, l’associazione “Chimica Verde Bionet” presenterà i risultati finali del progetto COBRAF – COprodotti da BioRAFfinerie  (finanziato dalla misura 16.1 del Piano di Sviluppo Rurale -fondi FEASR) di cui è capofila.
Durante la mattinata, il direttore Beppe Croce illustrerà il Piano Strategico finale per l’avvio di filiere agroindustriali in Toscana a partire da quattro piante oleaginose idonee alle condizioni pedoclimatiche delle aree cerealicole toscane: camelina, canapa, cartamo e lino.
Nel pomeriggio, invece, gli interessati potranno unirsi al partenariato, che prenderà così la forma di “Gruppo Operativo” vero e proprio.

CORSO DI FORMAZIONE GRATUITO

Prorogate al 20 ottobre le iscrizioni per il corso di 800 ore TOTALMENTE GRATUITO

Sono prorogate al 20 Ottobre  le iscrizioni per partecipare al corso di formazione “Agrilogic – Tecniche per la programmazione della produzione e la logistica nel settore agroalimentare” organizzato da E.R.A.T.A., Ente Regionale Assistenza Tecnica in Agricoltura in partnership con Confagricoltura Arezzo, ISIS Vegni, Cescot Srl e Università di Siena per acquisire la qualifica professionale di “Tecnico superiore della conduzione di impianti di trasformazione di prodotti vegetali. Il corso di 800  ore di cui 560 di formazione teorico pratica e 240 di stage in aziende del settore, è riservato a 20 giovani e adulti in qualsiasi situazione occupazionale in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore.

Il corso IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore) è interamente gratuito, in quanto finanziato con le risorse del Por Fse Toscana 2014-2020 e rientra nell’ambito di Giovanisì.

In aula, i corsisti assisteranno alle lezioni su: strumenti informatici di supporto, inglese tecnico di settore, elementi di gestione aziendale, strumenti e tecniche di analisi della domanda, competenze relazionali, gestione informatizzata del magazzino, elementi di contabilità analitica, manutenzione degli impianti, igiene e sicurezza degli impianti, approvvigionamento delle materie prime, movimentazione dei prodotti negli impianti , trattamento degli scarti, orientamento al lavoro ed ai processi di auto- imprenditorialità.

Le lezioni, dal momento dell’avvio del corso, proseguiranno fino al giugno del 2018 nelle aule formative di Cescot Arezzo in via Stoppani, 6/8.

Per informazioni ed iscrizioni contattare gli uffici di Confagricoltura Arezzo  allo 0575/905355 o inviando mail a arezzo@confagricoltura.it

Leggi il bando completo: BANDINO

PROGETTO “COBRAF” – 2° INCONTRO DI APPROFONDIMENTO 29/05/2017

 

Il progetto COBRAF – COprodotti per BioRAFfinerie, finanziato con fondi FEASR dalla Sottomisura 16.1 del PSR Regione Toscana (Gruppi Operativi) e di cui l’associazione Chimica Verde Bionet è capofila, ha organizzato il giorno 29 maggio 2017 un incontro di approfondimento sugli impieghi di canapa, cartamo, lino e camelina nei settori del mobile, automotive e cantieristica.

L’incontro si è tenuto presso la sede del Centro Sperimentale del Mobile (CSM).

Scarica il verbale: resoconto – CSM 29 maggio 2017

 

PROGETTO “COBRAF” – 1° INCONTRO DI APPROFONDIMENTO 11/05/2017

 

Il progetto COBRAF – COprodotti per BioRAFfinerie, finanziato con fondi FEASR dalla Sottomisura 16.1 del PSR Regione Toscana (Gruppi Operativi) e di cui l’associazione Chimica Verde Bionet è capofila, ha organizzato il giorno 11 maggio 2017 un incontro di approfondimento sugli impieghi di canapa, cartamo, lino e camelina nel settore della salutistica.

L’incontro si è tenuto presso la sede di Toscana Life Sciences a Siena.

Scarica il verbale: COBRAF – TLS 11 maggio 2017

ll progetto COBRAF per sviluppare la bioeconomia toscana. Dalla cosmesi alla bioedilizia, i molteplici utilizzi di lino, canapa, cartamo e camelina.

Firenze, 11 luglio 2017 – Lino, canapa, cartamo e camelina sono piante che crescono con facilità in Toscana, sono ricche di sostanze nutritive importanti per l’alimentazione umana e animale e possono essere utilizzate in ogni loro parte, dal seme al fiore e alle foglie, per tantissimi usi diversi: nella cosmesi come nella bioedilizia, per costruire pannelli per camper o barche, per produrre cibi ad alto valore nutrizionale o per la zootecnica.

Con il progetto COBRAF (COprodotti per BioRAFfinerie), finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Toscana (fondi FEASR), si vuole provare ad avviare filiere agroindustriali in Toscana a partire dalle quattro piante oleaginose che possono essere coltivate alternandole ai cereali nei seminativi: “Un sistema che può garantire un reddito alternativo agli agricoltori e dare anche benefici al terreno tramite la rotazione – commenta Marco Mentessi, direttore di Confagricoltura Toscana – I prodotti di origine vegetale per usi non alimentari o per la nutraceutica rappresentano una nuova opportunità per le aziende agricole e per la bioeconomia toscana più in generale”.

Il mondo agricolo toscano in realtà ha già iniziato a familiarizzare con le eccezionali proprietà di queste piante. Un esempio è quello del lino, entrato nel mangime di alcune pecore maremmane così da produrre un latte “anticolesterolo”, alla base del pecorino (utile a prevenire malattie cardiovascolari) dell’azienda di Angela Saba (Massa Marittima – Grosseto).

“Tuttavia manca ancora un impianto di prima trasformazione per la canapa e il lino – spiega Beppe Croce, direttore dell’associazione Chimica Verde Bionet che è capofila di COBRAF – L’obiettivo strategico del progetto è la creazione di una piattaforma logistica toscana articolata in una o più bioraffinerie territoriali in modo da poter utilizzare tutti i coprodotti che vengono dalle quattro piante oggetto di studio”.

Oltre a Chimica Verde Bionet gli altri partner del progetto sono l’Università di Pisa, l’azienda agricola Musu di Francesco e Giuseppe Musu, ERATA (ente per l’assistenza tecnica di Confagricoltura Toscana), l’Accademia dei Georgofili, il Consorzio Strizzaisemi, la Cooperativa agricola Il Rinnovamento, la società Agroils Technologies, la società Unibloc.

Per ulteriori informazioni o per unirsi al partenariato è possibile contattare Simona Buonandi all’email info@chimicaverde.it

Primi appuntamenti del progetto ULTRAREP: a colloquio col Barone Ricasoli

Firenze, 3 luglio 2017 – Si è svolto lo scorso martedì 13 giugno al Castello di Brolio il workshop dal titolo “La tecnologia Ultrasound Animal Repeller applicata al settore vitivinicolo” organizzato nell’ambito del progetto “ULTRAREP”, finanziato con fondi FEASR dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Toscana.

Obiettivo del progetto è quello di prevenire tramite la tecnologia ad ultrasuoni i danni alle coltivazioni arrecati dagli ungulati selvatici (cinghiali, cervi ecc.).

L’appuntamento ha richiamato numerose aziende agricole anche da fuori Regione, cooperative, consulenti, sindaci, rappresentanti del mondo universitario e della ricerca, confermando il grande interesse nei confronti della tematica.

 “Il problema dell’eccessiva presenza di ungulati si sta aggravando” afferma il Barone Francesco Ricasoli, titolare dell’azienda Barone Ricasoli SpA, che è capofila del progetto e che ha già in parte tentato di introdurre l’innovazione nei propri vigneti.

Ciò a motivo di una legislazione in materia venatoria inadeguata che non riesce più ad assicurare l’armonico equilibrio che una volta sussisteva nelle nostre campagne. E’ vero infatti che i cervidi non erano presenti nel nostro territorio ed i cinghiali erano una rarità. Oggi possiamo facilmente incontrare un ungulato sotto casa o dietro una curva mentre guidiamo o andiamo in bicicletta. Purtroppo non sono più rari gli incidenti mortali causati da questi animali ormai numerosissimi. I danni diretti sono enormi, a Brolio è stata calcolata una perdita di uva di 1.000 quintali per la vendemmia 2016, senza voler contare i danni indiretti quali il costo dei materiali per le palificazioni, recinzioni, elettrificazioni, ore di manodopera, macchinari ecc. A Brolio su 1200 ettari di proprietà più di 850 sono a bosco ceduo dove è impossibile operare una proficua attività boschiva e dove ormai non si trovano più i funghi per l’incessante attività degli ungulati. Quindi danni economici su tutti i fronti e anche danni paesaggistici causati da queste necessarie quanto antiestetiche protezioni.

Tutto ciò che è stato possibile sperimentare lo abbiamo fatto (dai capelli umani a particolari sostanze spruzzate sulle foglie delle viti che emanano un odore che gli animali non amano), ma l’unica forma coerente rimane l’eradicazione di questi animali da questo territorio che non li ha mai avuti prima della loro immissione per soli motivi venatori.”

 Innovazioni come quelle degli ultrasuoni, tuttavia, se usate a complemento di altre soluzioni (es. reti, caccia), possono fornire un valido contributo per l’allontanamento degli ungulati, specialmente dalle aree critiche.

Lo scambio di esperienze e conoscenze tra attori diversi, inoltre, può  aiutare a fornire risposte adeguate ad un problema  in cui si concentrano interessi e sensibilità diversi se non addirittura contrapposti.

 Da apprezzare quindi l’iniziativa della costituzione di un Gruppo Operativo partecipato dall’azienda Barone Ricasoli, che ha assunto il ruolo di capofila, nonché dal Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni, dalla Società Natech, dalla Confagricoltura Toscana con il suo Ente strumentale (ERATA), dai Consorzi del Chianti Classico, l’Unione dei Viticoltori di Panzano in Chianti, il Parco Nazionale delle foreste casentinesi, l’Unione dei Comuni Montani del Casentino.

Una collaborazione che si spera possa proseguire nella concreta realizzazione di un progetto sperimentale da finanziare attraverso una specifica misura del PSR della Regione Toscana, il cui bando sarà pubblicato in autunno

Intervista a cura di Lorenzo Galli Torrini

Per rimanere aggiornati su tutte le attività,  iscriversi alla newsletter 

Per unirsi al partenariato, scrivere a martina.pirani@confagricoltura-toscana.it